Persona offesa

Stalking: cosa fare e come tutelarsi

Messaggi continui, appostamenti, minacce o controllo ossessivo possono integrare il reato di atti persecutori. Agire presto, con prove ordinate, rende la tutela più efficace.

Guida operativa

Dai fatti alla tutela.

Prove, termini e misure di protezione vanno valutati insieme, dal primo episodio.

Quando lo stalking è reato

L’art. 612-bis c.p. punisce chi, con condotte reiterate, minaccia o molesta una persona in modo da causarle un perdurante e grave stato di ansia o di paura, un fondato timore per l’incolumità propria o di persone vicine, oppure da costringerla a cambiare le proprie abitudini di vita.

Basta uno di questi effetti. Serve invece la ripetizione delle condotte: un episodio isolato può integrare altri reati, come la minaccia, ma non gli atti persecutori.

La pena è la reclusione da un anno a sei anni e sei mesi. È aumentata, tra l’altro, se il fatto è commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da chi è stato legato alla vittima da una relazione affettiva, oppure attraverso strumenti informatici o telematici.

Le prove da conservare

Nei procedimenti per stalking la prova è spesso documentale e va raccolta prima che si disperda.

  • messaggi, chat, e-mail e commenti sui social, con data e mittente visibili;
  • registro delle chiamate e dei contatti indesiderati;
  • un diario degli episodi: data, ora, luogo, cosa è accaduto, chi era presente;
  • certificati medici o psicologici, se ci sono state conseguenze sulla salute;
  • nomi dei testimoni e ogni cambiamento di abitudini, come percorsi, orari o numero di telefono.
Prima di bloccare o cancellare: conserva le conversazioni e i profili. Spesso sono la prova principale.

Querela: sei mesi di tempo

Lo stalking è di regola procedibile a querela, da presentare entro sei mesi. La querela può essere ritirata solo davanti all’autorità giudiziaria ed è irrevocabile se il fatto è commesso con minacce gravi e reiterate.

Si procede invece d’ufficio, anche senza querela, quando la vittima è minorenne o persona con disabilità, quando il fatto è connesso a un altro reato procedibile d’ufficio o quando l’autore è già stato ammonito dal Questore.

Prima della querela è possibile chiedere al Questore l’ammonimento dell’autore.

Le tutele urgenti

In caso di flagranza l’arresto è obbligatorio. È previsto anche l’arresto in flagranza differita, entro quarantotto ore dal fatto, quando l’autore risulta in modo inequivocabile da video, foto o altra documentazione informatica legittimamente acquisita (art. 382-bis c.p.p.).

Il giudice può disporre l’allontanamento dalla casa familiare o il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima, anche con il controllo mediante braccialetto elettronico (artt. 282-bis, 282-ter e 275-bis c.p.p.).

Il pubblico ministero deve, di regola, sentire la persona offesa entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato. La vittima ha diritto a essere informata della scarcerazione dell’autore e della revoca o sostituzione delle misure (artt. 362, comma 1-ter, 90-ter e 299 c.p.p.).

L’avvocato a spese dello Stato

La persona offesa dal reato di atti persecutori può essere ammessa al patrocinio a spese dello Stato anche oltre i limiti di reddito previsti in generale. La Corte costituzionale ha ritenuto legittima questa ammissione, che prescinde dal reddito (Corte cost., sent. n. 1 del 2021).

In pratica: il timore dei costi non dovrebbe ritardare la querela. Per lo stalking il limite di reddito non si applica e l’Avv. Gerardo Di Maria è iscritto nell’elenco degli avvocati per il patrocinio a spese dello Stato. Come si chiede.

Fonti normative

Contenuto informativo generale. Non sostituisce l’esame dei fatti e degli atti né una consulenza sul caso concreto.

Contatto

Una prima valutazione, in modo riservato.

Descrivi in sintesi cosa sta accadendo e da quanto tempo. Se c’è un pericolo immediato, chiama il 112. Il numero antiviolenza e stalking 1522 è gratuito e attivo 24 ore su 24.

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